La fine di un sostegno a distanza: storia di una strana coincidenza

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La fine di un sostegno a distanza: storia di una strana coincidenza

rachel-da-bambina  La fine di un sostegno a distanza: storia di una strana coincidenza rachel da bambina Il racconto di Rachel del progetto Scuola Sudafrica che intraprende le orme della sua sostenitrice Stefania.

La storia ci porta dritti a Yeoville, sobborgo di Johannesburg. Mentre il Sudafrica è alle prese con la siccità più dura degli ultimi trent’anni, la popolazione va avanti. Milioni di storie che s’intrecciano, legami ingarbugliati e storie che si scrivono. Alcune di queste, meritano di essere raccontate, come quella di Rachel.

Occorre fare un salto indietro nel tempo. Nel 2010 ad un’assistente di volo romana che da anni faceva parte dei nostri progetti, viene assegnata una nuova ragazza. L’avventura può così iniziare con una giovane sudafricana di nome Rachel Maake. All’epoca Rachel ha quattordici anni e sta terminando la scuola media. Ha tanta voglia di fare Rachel, eccelle negli sport, va d’accordo con i compagni e a scuola se la cava bene, sebbene viva in una condizione non facile. La madre ha lasciato la famiglia quando Rachel era ancora bambina, ora la ragazza divide l’appartamento di una stanza con il padre e le tre sorelle. Sono tanti i giovani promettenti che sperimentano le difficoltà di una realtà dura come quella di Yeoville: molti si perdono lungo la strada, altri fioriscono.

Uno dei modi con cui può essere letto il sostegno a distanza è una sorta di patto. Si tratta di un implicito accordo tra chi ha voglia di fare qualcosa per il proprio futuro e riceve la possibilità di cambiarlo, e chi questa possibilità decide di concederla, e di portarla avanti con l’impegno del sostegno. Sono responsabilità per entrambi: mai vincolanti, certamente, ma pur sempre responsabilità. E da questa libera unione può nascere qualcosa di bello.

Gli anni passano e Stefania, la sostenitrice italiana di Rachel, prosegue il suo impegno nei confronti della ragazza. Dal canto suo Rachel si applica negli studi, si dà da fare, sorride e sogna. Nasce tra le due una corrispondenza, una bella affinità. Nella testa di Rachel s’inizia a delineare un’idea concreta di futuro. Vuole intraprendere la stessa carriera della sostenitrice e diventare assistente di volo.rachel  La fine di un sostegno a distanza: storia di una strana coincidenza rachel

Presto detto. Rachel si mette d’impegno e parallelamente alla scuola, inizia a frequentare un corso per assistente di volo. Coincidenza vuole che i frutti, alla fine, riesca a raccoglierli tutti insieme. Prima il diploma di studi superiori e infine il corso. Oggi Rachel è pronta ad entrare nel mondo del lavoro da protagonista, rendersi indipendente e costruirsi il futuro con le proprie mani.

Sono diventata la persona che ho sempre desiderato essere – scrive Rachel nell’ultima lettera inviata a Stefania, – e questo lo devo anche al tuo amore e al sostegno che mi hai donato.

E così il sostegno si conclude. Perché se c’è una cosa bella del sostegno a distanza è il suo essere circoscritto nel tempo. Una parentesi, più o meno lunga, in cui provare a responsabilizzarsi di più, studenti e sostenitori, in una sorta di libera unione. Di quelle che finiscono, certo, ma semplicemente perché è proprio a quel punto che arriva la parte migliore.

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