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Emergenza COVID19 – Lettera del Presidente

La primavera è nell’aria. Di solito il suo arrivo si accompagna a un’atmosfera di allegria e novità.

Per noi di MAIS Onlus questo è il periodo del Convegno annuale: il prossimo fine settimana (18-19 aprile) avremmo avuto, come di consueto, l’occasione di riunire e rivedere i nostri sostenitori e tre referenti di progetto (ogni anno ci raggiungono solo alcuni di essi, a rotazione, per contenere i costi organizzativi).

Poi è successo qualcosa. Non sappiamo quando, dove, come, ma è successo.

E’ arrivato un nuovo nemico globale, invisibile ma micidiale, come in un film dell’orrore, e non abbiamo avuto bisogno di andare al cinema per incontrarlo perché è venuto lui a cercarci e ci ha trovato anche nei posti che fino a pochi giorni fa ritenevamo sicuri, inattaccabili.

Noi che ci occupiamo di solidarietà sappiamo bene che gli effetti della pandemia, disastrosi in Paesi più o meno forti, ricchi e organizzati, anche se impreparati a eventi del genere, diventano devastanti in altri Paesi, così diversi dal nostro e tanto più fragili: a noi possono dire “rimanete a casa”, ma ci sono comunità di persone come noi per le quali il concetto di “casa” è spesso molto vago e teorico. I nostri referenti da Sudafrica, Madagascar, eSwatini, Brasile, Argentina ci raccontano di ragazzi che hanno dovuto abbandonare le nostre case famiglia e le nostre scuole per tornare in ambienti che spesso non sono altrettanto sicuri e accoglienti!

Qualcuno dice che da questa emergenza usciremo tutti più buoni. Non so se è vero, ma di sicuro so che saremo diversi, perché questa è un’esperienza che non si cancella! Anche noi, che sicuramente non viviamo una situazione svantaggiata, abbiamo sperimentato sulla nostra pelle la precarietà, la mancanza di certezze nel presente e nel futuro.

Nei primi giorni di quest’incubo, noi italiani abbiamo persino provato cosa significa sentirsi esclusi, allontanati. Questa volta qualche muro è stato alzato anche davanti a noi quando ci è stato impedito l’ingresso in altri Paesi, l’attracco in porti stranieri.

Ne usciremo diversi perché, soprattutto noi che ci occupiamo di solidarietà, avremo avuto la possibilità di capire che nascere nella parte “giusta” del mondo, in un contesto sociale e familiare adatto alla crescita, è solo un caso, non un merito nostro!

E se non dobbiamo sentirci in colpa per questo, non possiamo però dimenticare che, sempre per caso, c’è tanta gente che è nata in posti e contesti molto diversi. Il mondo della solidarietà sarà dunque impegnato molto più di prima a supportare gli “altri”, ad aiutarli a ricostruire la quotidianità.

MAIS Onlus non ha mai mollato la presa per un solo istante; continuiamo a stare in contatto con i nostri referenti, a infondere coraggio, senza mai perdere di vista i nostri progetti e i nostri ragazzi.

Quando l’emergenza sarà finita noi saremo pronti a ripartire con la determinazione e l’entusiasmo di sempre ma, mai come oggi, ci servirà il vostro aiuto (lo ho anticipato) per continuare a fare quello che facciamo da più di trent’anni. Sarà indispensabile avervi tutti al nostro fianco: volontari, referenti e, soprattutto, voi sostenitori.

E’ importante esserne consapevoli. Tutti noi, che SIAMO MAIS Onlus, non dobbiamo far venire meno il sostegno che ci ha consentito di cambiare la vita di tanti ragazzi, già così fragili prima ancora di questa maledetta pandemia!

Con l’augurio che questa Primavera porti novità che ci permettano di ripartire, vi lascio con il nostro fermo impegno a non mollare!

Stiamo continuando a lavorare, sperimentiamo nuove strategie di comunicazione, stiamo mettendo in campo nuove idee e ipotizzando iniziative differenti per raggiungervi e portare avanti il nostro progetto di autosviluppo.

Lo facciamo con entusiasmo e con una certezza che non ci abbandona: sappiamo di potere fare affidamento su di voi, adesso e quando l’emergenza sarà finita.

A presto,

 

Fabrizio Fortunato

      Presidente MAIS Onlus

 

 

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