Clinica eSwatini (ex Swaziland)

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STORIA

L'eSwatini presenta molte problematiche dal punto di vista sanitario: con il 26% della popolazione sieropositiva è il primo Paese al mondo per diffusione del virus dell’HIV/AIDS (dati OMS); molte donne non ricevono un’assistenza adeguata durante la gravidanza e non hanno la possibilità di sottoporsi a visite preventive dei tumori femminili, molto diffusi tra i pazienti sieropositivi e a tanti bambini non vengono ancora somministrati i principali vaccini. Per fare fronte a questa situazione, nel gennaio 2008 MAIS Onlus ha inaugurato a Mahamba, alla presenza del re Mswati III, la Clinica “Lunyati”. Il progetto è stato realizzato in un terreno donato dalla comunità locale e grazie all'importante contributo della Fondation Assistance Internationale – FAI che ha finanziato l'intero investimento iniziale.
Nel corso degli anni, il Centro ha ampliato l’offerta di servizi e oggi la Clinica - riconosciuta come struttura sanitaria di base, centro di diagnosi, cura e primo soccorso - è considerata un punto di riferimento per il Ministero della Sanità e per la Comunità locale tanto da essere stata selezionata, insieme ad altre due sole cliniche, per avviare un progetto pilota governativo che prevede la messa in rete di tutti presidi medici presenti nel Paese. L’attività sanitaria è assicurata da tre infermiere in presidio continuativo, coadiuvate da medici volontari italiani che si alternano in missione. Grazie a questa organizzazione e alla collaborazione con Medici Senza Frontiere, la Clinica è riuscita a dare una risposta concreta al problema della diffusione dell’HIV/AIDS, tanto da detenere attualmente il primato per numero di pazienti sieropositivi in cura.


OBIETTIVI

Attraverso la Clinica eSwatini, l’intervento di MAIS Onlus nel paese si propone di:

  • fornire cure mediche generali e assistenza infermieristica in forma gratuita a tutta la popolazione di Mahamba, raggiungendo un bacino d’utenza di circa 20.000 persone;
  • migliorare le condizioni di salute della popolazione affetta dal virus dell’HIV/AIDS attraverso il potenziamento delle fasi di prevenzione, diagnosi e cura;
  • creare condizioni di serenità e privacy per i pazienti che intendono sottoporsi al test dell’HIV/AIDS, nell’intento di mitigare l’impatto che la contrazione del virus potrebbe avere sulla sfera sociale dell’individuo;
  • offrire assistenza alle donne durante la gravidanza e nei mesi successivi al parto;
  • fornire alle donne di ogni fascia d’età, una prevenzione gratuita e adeguata contro il cancro all’utero.

TRAGUARDI

Nata come centro di prima assistenza, la Clinica eSwatini è andata via via migliorando la qualità dei servizi offerti. In particolare:

  • nel 2015, grazie al contributo della Tavola Valdese, sono stati avviati i lavori di ampliamento della clinica, per dotarla di un apposito locale per pap-test e colposcopie, un locale per la degenza in day hospital, nonché di alcuni locali da adibire alla cura e la prevenzione del virus dell’HIV/AIDS. Questi lavori consentiranno anche un ampliamento dell’area in cui sono conservati gli archivi e i dispensari, adeguando in questo modo la struttura all’incremento dei pazienti nel corso degli anni;
  • dal 2012 la clinica effettua regolarmente pap-test e colposcopie come forma preventiva dei tumori femminili;
  • nel 2011 la clinica si è dotata di un elettrocardiografo;
  • nel 2009 è stato acquistato un ecografo, il quale rimane tutt’ora l’unico a disposizione nella zona;
  • dall’ottobre 2008 è attiva la collaborazione con Medici Senza Frontiere, i quali si occupano della prevenzione, della diagnosi e della cura delle persone affette dal virus dell’HIV/AIDS, con il supporto della strumentazione messa a disposizione da MAIS Onlus.

NECESSITÀ

La Clinica eSwatini necessita mensilmente di circa 3000 euro per le spese di gestione (medicinali e materiale sanitario, stipendi personale, utenze, spese varie). È possibile sostenere a distanza la Clinica eSwatini versando una quota di 15 euro al mese.

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