La storia

L’acquisto di una macchina per decorticare il riso è l’atto di nascita del Mais onlus. Di ritorno da un viaggio in Brasile un gruppo di amici decidono di attivarsi per sostenere l’indipendenza di una comunità agricola di Rio Branco, evitando costosi intermediari. Era il 1985. Subito dopo sono partiti i primi progetti a Belem per lottare contro l’analfabetismo, con le prime adozioni a distanza e il finanziamento di una scuola serale.
Corsi di autosviluppo e di istruzione sanitaria per il sostegno delle donne insieme alla Organizzazione delle Donne per l’Autonomia e la Libertà (ORMALI) sono stati un altro importante passo nel 1992. Gli amici del Mais onlus hanno sostenuto 11 operatrici della periferia di San Paolo nella formazione sulle cure naturali e sulla prevenzione in materia di igiene, determinanti in zone povere prive di postazioni ospedaliere stabili. Queste 11 donne sono diventate a loro volta formatrici di altri gruppi nelle zone in cui abitano.
A Santo Domingo inizia ad emergere dall’ombra la dolorosissima e indegna piaga del traffico dei minori a scopo sessuale. La povertà e la disperazione di non trovare una soluzione sono un cocktail micidiale perché portano i bambini, volontariamente o costretti, a vendersi nelle strade. Mais onlus, ECPAT Italia e Setem insieme nel 1997 hanno puntato sulla scuola, sulla famiglia e sulla formazione professionale per far crescere l’autostima nei bambini e la fiducia nelle proprie capacità di costruirsi un futuro.
La necessità di “fare rete” è evidente dal continuo sviluppo dei progetti ed è un’esigenza anche di numerose associazioni che si occupano di sostegno a distanza con l’obiettivo di rafforzare e regolare le varie forme di adozione. Nasce da questa necessità il coordinamento La Gabbianella onlus. Il nome si ispira ad un racconto di Sepulveda incentrato sull’amicizia e sulla solidarietà. Mais onlus aderisce al coordinamento nel 1999 e da 14 associazioni iniziali siamo giunti alle quasi 50 attuali con progetti in 80 Paesi del mondo.
La Rete Donne Africane è nata nel 2005 dall’esigenza di alcune donne del Rwanda, del Sudafrica e del Sudan di sentirsi più unite e di poter agire in sinergia nella lotta a sfide molteplici ma comuni. Il Mais onlus ha risposto all’appello insieme al coordinamento La Gabbianella onlus. La rete, tramite la sua presenza in ogni Paese di una Casa delle Donne Africane per la Pace che fa da punto di riferimento, agisce per rendere reali i propri obiettivi. Corsi di alfabetizzazione e formazione professionale, sostegno in attività economiche e momenti di condivisione di buone pratiche sono i principali obiettivi nell’ottica della tutela dei diritti delle donne e di uno sviluppo sostenibile in Africa.
Già 100 persone in coda che attendono di essere visitate: è il varo di un grande progetto, una clinica costruita in Swaziland. E’ il 21 gennaio 2008, siamo nel distretto di Mahamba, la cui comunità conta circa 20 mila persone. La clinica sorge insieme ad un centro educativo su un terreno donato dal Governo locale. Le radio nazionali, il quotidiano nazionale Swazi Times, tutti ne parlano come di un grande evento. Da queste parti, dove c’è un alto tasso di disoccupazione specialmente al sud, dove l’istruzione primaria non è obbligatoria, dove c’è uno dei più elevati tassi al mondo di infezione da AIDS, una clinica dà speranza alle donne dello Swaziland. La possibilità è di avere accesso ai farmaci retrovirali per proteggere dal contagio il proprio bambino al momento del parto e di garantire le cure sanitarie a tutti i bambini che per povertà non possono beneficiarne.